All’interno della Milano Photo Week il 5 giugno Gaggenau e CRAMUM portano per la prima volta in Italia il “ciclo dei vetri” del fotografo tedesco Ingar Krauss – premio Leica 2004. La mostra, curata da Sabino Maria Frassà, è parte del progetto artistico In-Material ed è stata realizzata grazie al supporto di Goethe-Institut Mailand e della Design Elementi.

Grazie a GAGGENAU e CRAMUM, il 5 giugno arriva al Gaggenau DesignElementi Hub di Corso Magenta 2, per la prima volta in Italia, VITREUS, la mostra dedicata alle opere del noto artista e fotografo tedesco Ingar Krauss, a cura di Sabino Maria Frassà e realizzata con il supporto del Goethe-Institut Mailand e dello stesso Gaggenau DesignElementi Hub. Dopo Parigi e Berlino, in occasione di Milano Photo Week, la “serie dei vetri” arriva a Milano: si tratta di un percorso di circa 20 scatti rielaborati pittoricamente con la tecnica della velatura, che ritraggono composizioni di vetri in grado di catturare ed esaltare la luce, intesa come materia.

“Sarebbe riduttivo e limitante pensare a Ingar Krauss come a un fotografo: le sue composizioni fotografiche sono il risultato di un’alchimia – anche tecnica – tra fotografia, luce e pittura”, racconta il curatore, “Nella ‘serie dei vetri’ la centralità della luce prende il sopravvento e diventa essa stessa oggetto di indagine e ricerca artistica: essenziali composizioni di vetri sono montate al fine di includere ed esaltarne la luce. Attraverso queste opere Ingar Krauss riesce così a dare forma, materia e corpo alla luce”.

Le opere di Ingar Krauss travalicano l’elemento temporale, diventando ipnotiche e capaci di celare un universo parallelo dietro l’apparenza: lo spettatore si trova così in bilico tra la quiete dell’infinito e l’inquietudine per l’attesa dell’ignoto.“Allo spettatore non resta che custodire e nutrire i propri dubbi, abbandonando definitivamente ogni tentativo di interpretare razionalmente queste enigmatiche opere che vanno al di là del tempo e dello spazio”, come rassicura il curatore.

Ingar Krauss

Ingar Krauss è un fotografo e artista tedesco. E’ nato a Berlino Est nel 1965. Vive e lavora tra Berlino e una tenuta nella campagna al confine con la Polonia.  Dopo aver lavorato a lungo in un ospedale psichiatrico torna alla fotografia negli anni novanta. Nel 2005 grazie al libro ‘Portraits’ (Hatje Cantz) raggiunge una fama internazionale. Da allora ha partecipato a numerose mostre in prestigiose istituzioni internazionali tra cui la Hayward Gallery di Londra, il Musée de l’Elysée, Palazzo Isimbardi di Milano, Palazzo Vecchio di Firenze e il Centro Internazionale di Fotografia di New York. Le sue opere sono state presentate in mostre personali in gallerie di tutto il Mondo in Francia, Italia, Germania e negli Stati Uniti. Numerose anche le pubblicazioni internazionali, tra cui: ‘The New Photographic Portrait’ (Thames & Hudson), ‘La cenere delle immagini’ (Marietti), ‘Ecce Uomo’ (Mondadori Electa), ‘Little History of Photography’ (Centro Galego De Arte Contemporanea), ‘Face to Face. German Contemporary Photography’ (Dong-Gang Museum of Photography), ’39 Bilder’ (Hartmann Books).
Ingar Krauss dal 2015 collabora con Cramum ed è rappresentato dalla Galleria Camera Obscura di Parigi e dalla Galleria Moderne Fotografie di Berlino.
IN-MATERIAL, Quando la materia si fa pensiero

Il ciclo di Mostre 2019 promosso da Gaggenau & Cramum

Il rapporto tra materia e immaterialità è il punto centrale di In-Material, il progetto artistico e culturale ideato per Gaggenau da Sabino Maria Frassà, direttore artistico del progetto non-profit cramum. Nel 2019 il Gaggenau DesignElementi Hub ospita quattro mostre personali dedicate ad artisti che impiegano una peculiare ricerca materica per indagare e rappresentare la parte invisibile e trascendente della realtà: dall’infinito raccontato dai dipinti di Alberto Di Fabio e dalle installazioni luminose di Paolo Scirpa alla luce protagonista degli scatti fotografici di Ingar Krauss e delle sculture vitree di Laura de Santillana.

La materia diventa strumento e non fine dell’opera d’arte o dell’elemento di design. A fare la differenza è la capacità dell’ingegno umano di fondere la sostanza con la forma, la tradizione con l’innovazione, la materia con il pensiero.

In un momento storico caratterizzato dalla velocità di fruizione e dalla semplificazione a tutti i costi questo progetto ha il coraggio di essere complesso, non commerciale e fuori dagli schemi: gli artisti non suggeriscono messianiche certezze, ma intuizioni e suggestioni su chi siamo veramente e su dove stiamo andando. In-Material diventa così l’anti-evento, l’anti-mostra contemporanea, l’occasione per (ri)scoprire il piacere della riflessione, del silenzio e della contemplazione, con la speranza che ciò possa generare in ognuno di noi un dubbio, un cambiamento e una crescita interiore.

Previous openings:

12 febbraio 2019 – Alberto Di Fabio

Next openings:

25 settembre 2019 – Laura de Santillana

20 novembre 2019 – Paolo Scirpa

(Pubblicazione comunicato stampa).

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