Federica Di Iesu nasce a Carpi (MO) nel 1977 e si dedica sin da giovanissima a tutto ciò che è creativo: decorazione, ritrattistica, restauro, fotografia e scrittura. A livello lavorativo, ha fatto carriera nell’ambito assicurativo. Ad oggi, sono editi sei libri ad opera della scrittrice: “Un treno in corsa”, “Carino, ma non è il mio tipo!”, “Caffè e trucioli di sole”, “Un istante per sempre” (arrivato in finale al concorso ilmioesordio), “Come polvere tra pagine e stelle”, “Stilly Smith e il segreto della Villa”.

Cara Federica, intanto un sincero grazie per avere accettato di essere intervistata. Ci siamo conosciute “virtualmente”, sui social, e in seguito personalmente alla presentazione di un tuo libro presso “Libreria Ghirigoro” di Garbagnate Milanese. Per la mia attività di ufficio stampa, i social sono stati cruciali e penso tu possa dire lo stesso di te per quanto concerne i disegni ma, soprattutto, la scrittura. Hai infatti un gruppo nutrito di persone che ti seguono su Facebook. Che opportunità ti ha offerto questa realtà? Cito, a questo proposito, Roberto Saviano: “La scrittura è stata ed è medicina, piacere, casa, riconferma che esisto, ma anche straordinaria – forse unica per me – possibilità d’incontro, e non penso solo a libri e articoli ma anche a Facebook, che è la mia piazza, il mio bar, il mio ristorante, il mio giardino pubblico e la mia passeggiata a mare.” Potresti fare lo stesso discorso?

Ciao Chiara! Grazie per aver scelto di ospitarmi. Sono più che d’accordo con Saviano e cerco di spiegarmi. Per me vederti seduta durante la presentazione è stato molto rassicurante proprio perché con te c’è stato un rapporto precedente, seppur virtuale, che ha ridotto le distanze. Quando trovi visi nuovi che mi ascoltano e magari nemmeno sanno chi sei, l’incontro diventa un pochino più freddo, distaccato. Almeno… A me accade questo. Se al contrario ci sono lettrici che già hanno letto qualcosa di te o ti hanno conosciuta attraverso i social, è un po’ (come dice Saviano), essere al bar, in giardino o a casa con degli amici.

Mi permetto di fornire una breve descrizione di te: donna solare e ciò non di meno profonda, ricca di esperienze e di storie da raccontare, pacata e sensibile come poche persone che conosco. La tua affabilità deve averti aiutata sensibilmente nel presentarti al pubblico. Sei d’accordo?

Credo che le persone apprezzino il fatto che non sono una persona molto formale. Pacata sì, ma non ‘inquadrata’. Mi trovo molto a mio agio quando l’ambiente non è rilassato e non impostato, quando le persone si mostrano esattamente come sono alla mattina in pigiama e spero di trasmettere la stessa semplicità. Questo avvicina le persone, come attrae anche me verso di loro.

Federica, cosa rappresenta per te la scrittura? Parlaci dei tuoi esordi; come ti sei accostata ad essa, come hai gestito questa passione e cosa ne ricavi.

È partito tutto spontaneamente. Mi sono seduta al PC e ho iniziato ad improvvisare lasciandomi trasportare solo dalla fantasia e da quello che mi divertiva. Ora, al sesto libro, la scrittura non è più così improvvisata, ma più ricercata. Se dovessi pensare al lato economico di ciò che ne ricavo, non ci sarebbe nemmeno questa intervista, credimi. Quello che mi spinge a scrivere è la pura gioia di farlo. Fa stare bene me e a quanto pare anche le lettrici che mi seguono, perché sono libri positivi e mai dal finale triste.

Secondo Vargas Llosa uno scrittore non sceglie i suoi argomenti, sono loro a sceglierlo. Ti ritrovi in quest’affermazione? Qual è il fil rouge che lega i tuoi romanzi? A mio avviso l’amore in tutti i suoi risvolti; da quello passionale e pulsionale alla sfera dei sentimenti più cristallini e profondi.

Inizialmente, durante la scaletta, sono io che scelgo le argomentazioni, ma in parte posso essere d’accordo Vargas Llosa, perché è solo durante l’intera stesura del manoscritto che tutto si dissipa, quindi potrebbero esserci argomenti che non avevo considerato e, durante la storia, vengono fuori spontaneamente. La complicità e l’amicizia tra donne trionfa sempre nei miei romanzi!

Qual è l’origine della creatività, ammesso che esista? Che ruolo ha questa nella vita di ognuno? Riusciresti mai a sacrificarla per ragioni professionali?

Non si può sacrificare la creatività per motivi personali perché è un modo di essere nella quotidianità. Credo che un creativo, abbia un modo molto diverso di ragionare rispetto a una persona più razionale. Mentre una persona parla, io ho fatto il giro del modo almeno un paio di volte! Non so se mi comprendi. Chi più chi meno, tutti fortunatamente abbiamo una parte fantasiosa che ha un ruolo importante: credo che sia una salvezza spesso necessaria in mezzo alla realtà di oggi.

C’è un romanzo al quale sei più affezionata? Ed uno al quale i tuoi lettori lo sono?

Sono affezionata a tutti come può esserlo una mamma con le sue creature! Ho notato che c’è stato un buon riscontro sul lettore con “Caffè e trucioli di sole”. I sani valori contenuti all’interno del libro hanno suscitato interesse, me lo hanno promosso.

Non ti chiedo di darci consigli per quanto riguarda lo scrivere perché non credo spetti a uno scrittore farlo… Tuttavia, la visione che vuoi trasmettere è ammantata di lucida e consapevole serenità. Come fare a raggiungerla?

Non si raggiunge mai completamente ma ci si lavora ogni giorno cercando di avere amore per le persone. Sembrerebbe una frase troppo buonista, troppo altruista, ma non è così. Conviene al nostro benessere psico fisico, provare per credere!

Chiara Zanetti

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