Caro Massimo, “Estate senza preavviso” è un singolo molto fresco, solare, che mette di buon umore. È il giungere imprevisto dell’amore, ma anche dell’ispirazione artistica. Vuoi dirci qualcosa in merito alla sua genesi?

Guarda, è nato davvero “all’improvviso”… Avevo voglia di cambiare stile e direzione e questo brano mi ha permesso di farlo con le sue sonorità calde e “latine” rispetto a quanto fatto con l’album precedente, più grezzo e più rock.

Sia io che i lettori di TrAmando abbiamo accolto il brano con molto entusiasmo. Sei ottimista rispetto alla sua ricezione?

Direi di sì… Già il pezzo in sé trasmette positivita’ e gioia.. In altre parole, traspare il mio stato emotivo attuale.

Nel 1998 hai partecipato a Sanremo Giovani arrivando alle finali nazionali svoltesi presso il teatro Ariston. All’epoca avevi poco più di vent’anni. Come ha influito su di te questo traguardo precoce?

Mah, guarda, è stato educativo confrontarmi con tanti altri ragazzi come me e capire quanta strada avessi ancora da fare.

I Social Network per te sono stati una manna dal cielo. Ti hanno infatti permesso di farti una fitta rete di contatti utili, tra cui Lisa Panetta, proprietaria dell’etichetta SongmusicOne, la quale ti propose un contratto. Cosa consiglieresti a chi come te volesse farsi strada servendosi di questi mezzi?

Sono sicuramente lo strumento principale per mettersi in evidenza, ma creano anche tanta confusione, per cui bisogna stare attenti a non lasciarsi prendere in giro in questo gorgo mediatico. Se usati bene, con attenzione intendo, diventano il punto di partenza per tutti coloro che vogliono farsi conoscere. Non basta avere solo la canzone oggi… Il fan base va costruito direttamente dall’artista mattone su mattone, con pazienza e costanza.

Dall’esperienza sopra citata nacque l’EP “Il danno al cuore”, grazie a cui partecipasti a “Una voce per Sanremo” 2008, giungendo tra i finalisti con il brano “Vuoto”. Si tratta di una canzone velata di malinconia, molto distante dall’allegria carismatica di “Estate senza preavviso”. Pur sempre molto bella, non fraintendermi. Mi chiedevo, però, se da allora è cambiata la tua concezione di fare musica.

Assolutamente sì… Penso di essere avanti anni luce rispetto ad allora. Oggi i miei testi sono diversi come intenzione, impostazione… Anche la mia musica è piu’ allegra e cerco di prendermi meno sul serio. Forse prima ascoltavo troppo Jeff Buckley! (ride).

Hai ottenuto un ottimo successo anche di critica. Tra chi ti ha recensito positivamente, basta ricordare Sergio Mancinelli di Rai e Radio Capital. Cosa si prova in questi momenti?

Grande soddisfazione e ti fa capire che stai lavorando bene… Motivo per cui non devi mollare. Ho avuto un momento durato quasi 5 anni in cui mi sono eclissato ed allontanato dalla mia musica… Non avevo più idee e guardandomi intorno non avevo più le motivazioni per creare qualcosa con un obbiettivo preciso. Poi, dal nulla, è arrivato questo pezzo, “Estate senza preavviso”, insieme a una gran quantità di pezzi davvero belli come non ne avevo mai scritti…Nel complesso, andranno a comporre il mio secondo album con la produzione di Guido Guglielminetti storico bassista e produttore di Francesco De Gregori.

La tua voce è un dono. Lo sapevi anche prima di divenire un artista  in via di affermazione?

Mah, me lo hanno detto più volte non lo nego… Ma sento in giro, senza andare troppo lontano, cantanti con delle voci spettacolari… Per cui torno subito con i piedi per terra e cerco di fare il mio con calma e tranquillità!

Infine, ferma restando l’importanza dell’universo emotivo nella tua musica, ti chiederei quali altre sono le tue fonti di ispirazione.

Cerco di trattare vari argomenti; dalla crisi generazionale (la mia generazione dei nuovi 40enni) senza una prospettiva o con zero valori in molti casi… La pigrizia e un’umanità che oggi non mi piace molto… Insomma, credo basti guardarsi intorno e raccontare il proprio tempo per trovare parole e ritmi giusti per le proprie canzoni.

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