Massimiliano Usai è un artista di origini bolognesi, classe 1976. La sua è un’arte “trasformista”: la materia dei corpi che impiega, soprattutto di legno, viene aumentata, amplificata, esplorata in tutte le sue potenzialità e quindi ridefinita, fino ad assumere contorni mistici ed onirici. 

A noi tutti capita di imbatterci in oggetti che catturano la nostra attenzione; Usai non solo ne rimane affascinato, ma sente l’urgenza di palesare su quei corpi la sua particolare percezione, la forma intravista, il rimando a qualcosa d’altro, che vive a livello emotivo, epidermico, percettivo e che necessita di lasciare la sua conseguente impronta nel mondo e nell’universo artistico.

La prima cosa che mi viene in mente pensando alla sua estetica sono le supernovae. In queste stelle le grandi esplosioni  forniscono energia sufficiente a trasformazioni di ogni tipo. Allo stesso modo, nell’artista convivono forze che da implosive deflagrano, dando origine a un fenomeno artistico incantevole e toccante. Tale prodigio vive di contaminazioni tra fotografia, design e pittura, quasi sempre su supporti lignei, e trae ispirazione soprattutto dai corpi umani e da luoghi peculiari, ricordati o immaginati.

L’arte di Usai, inoltre, è il racconto di un percorso “picaresco”. L’artista, infatti, è un fanciullo sempre in movimento, alla scoperta e alla ricerca di qualcosa che varia, che viene alterato e convertito in fatto artistico, sfuggendo così alla sua invisibilità, all’inevitabile sciupo prodotto dal tempo e dalla natura delle cose, sempre preda dell’oblio.

Per la Rassegna “Il Rumore del Lutto – IL VIAGGIO – XI edizione 2017”, martedì 31 ottobre alle ore 17.00 alla Libreria Diari di Bordo di Parma, si terrà l’inaugurazione del progetto visivo di Massimiliano Usai “Di legno e di cenere”, lavoro itinerante cominciato nel 2016. Con l’autore sarà presente il musicista Roberto Vitale. Si tratta, nello specifico, di una mostra con reading legato al tema del viaggio e della morte, dell’assenza e della rimembranza. L’esperienza visiva è intimamente connessa al progetto musicale omonimo di Roberto Vitale, con cui condivide da diversi anni la sua poetica ossimorica: rarefatta ma più che mai reale.

Chiara Zanetti

 

 

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