Riccardo Bassi, scrittore ed imprenditore milanese, rientra sulla scena letteraria con “Sognando Bologna”, opera che chiude la trilogia ben confezionata da Gilgamesh Edizioni ed inaugurata con due opere il cui sfondo è rosa, con l’amore in pole position. 

“Sognando Bologna” determina un cambiamento notevole rispetto ai libri precedenti, virando verso il giallo ed il poliziesco con uno slittamento di prospettiva ben pensato e un intreccio magnificamente costruito, tanto che potrebbe costituire lo spunto per una fiction televisiva. Kevin, ragazzo bello e affascinante e con una storia alle spalle tutt’altro che semplice, è travolto insieme ad Alice – donna che appartiene a corpi speciali misteriosi ed indefiniti – da un’angoscia e un assillo che lo tormentano per tutto il corso del romanzo, in un susseguirsi di intrighi polizieschi, strane apparizioni e sparizioni, spunti di fantapolitica nel contorno di una splendida Bologna, teatro immaginato e delineato con grande maestria letteraria e descrittiva. Dopo appena poche righe, ci troviamo nel cuore della città, più precisamente a Piazza Maggiore, colorata di trambusto ed etnie differenti, ma con un’identità ancora ben salda nella sua unicità e che ci ricorda Dalla e Carboni.
Una scrittura fluida ed immersiva abbraccia una trama decisamente complessa e ciò non di meno strutturata egregiamente, con tratti psicologici profondi nella loro verticalità.
I dilemmi sollevati spalancano le porte su un mondo in cui tutto appare sospeso e annebbiato da una giustizia collusa, crimini impuniti, meschinità e manipolazioni che ti entrano dentro, facendo riflettere su questa impalcatura densa di tensioni e rivelazioni. Consigliato a tutti coloro che in un libro cercano profondità. coerenza stilistica e profondità psicologica.

Chiara Zanetti

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