Thomas Volonté, classe 1992, è laureato in Ingegneria Gestionale ed è co-fondatore de Il Cubo | Corsi e ripetizioni, una cooperativa sociale di Garbagnate Milanese con sede in via Zenale.

Come si desume dal nome, la cooperativa – che vanta ben oltre 900 collaboratori – si occupa di fornire un servizio sartoriale per quanto concerne l’organizzazione di corsi, lezioni private e ripetizioni per studenti di ogni fascia di età, dai primi anni di elementari sino all’università ed altri corsi per adulti. Il Cubo copre tutte le materie scolastiche, servendosi di docenti qualificati e competenti, ai quali viene riconosciuta una specifica posizione all’interno della cooperativa in base al grado d’esperienza e di affidabilità. L’organizzazione delle attività è complessa e ciò non di meno limpida ed accessibile a chiunque voglia avere chiarimenti e delucidazioni in merito. Infatti, è sufficiente loggarsi sul sito o rivolgersi telefonicamente alla segreteria (la quale è aperta gran parte della giornata) per ricevere le informazioni desiderate. Dopo questo breve excursus, scopriamo qual è il vissuto imprenditoriale di Thomas Volonté, giovane carismatico ed intraprendente, nonché pioniere di quest’avventura.

La cooperativa al principio si estendeva piuttosto capillarmente nell’hinterland milanese. Ora è penetrata in gran parte della Lombardia e non solo. Vuoi dirci esattamente dove?

Certo, il-Cubo ad oggi opera nelle province di lecco, Como, Varese, Monza Brianza e Milano ma è in espansione nelle province di Novara, Pavia, Vercelli e Torino.

A tuo avviso, quali sono gli ingredienti indispensabili in fase progettuale? Intendo, quali sono le premesse essenziali per dar vita a un’impresa forte e di successo?

Anche se non credo ci sia la ricetta per il successo posso affermare che ci sono degli elementi che si possono riscontrare in ogni azione che produce dei risultati soddisfacenti, e tra questi elementi sento di evidenziare tra tutti “la squadra”; una squadra forte e coesa con dei valori più forti del denaro può fare davvero la differenza. Una altro elemento fondamentale è quello di spendere qualche tempo nella progettazione ma senza esagerare occorre passare all’azione, sbagliare cadere e rialzarsi più forti di prima.

Trovi sia più complessa la fase di avviamento o di monitoraggio e consolidamento dei risultati?

Per quello che è la mia natura e il mio modo di agire di certo il monitoraggio e consolidamento dei risultati, in quanto tendo ad annoiarmi e a cercare sempre di innovare quindi mi risulta molto più semplice e divertente la fase di avviamento.

L’imprenditoria è un fatto di “studio” o di creatività?

Penso sia prima di tutto un fatto di atteggiamento mentale verso la vita, preferire il rischio la libertà più che la sicurezza è un modo di vedere le cose. Di certo, occorre sia studiare che esercitare in maniera continua e costante l’area creativa del nostro cervello.

Cosa ti ha spinto ad avviare questa proposta? Hai sempre sentito la vocazione all’insegnamento?

Non saprei dire se ho sempre avuto questa vocazione, di certo sono fortemente appassionato e forse è una delle poche cose al mondo che mi riesce; è questa energia che mi ha spinto insieme ai miei soci ad attivarmi.

Da quanto ho avuto modo di constatare di persona, sei fortemente predisposto ai rapporti umani e a fare sforzi di comprensione. Credo che senza questo lato della tua personalità difficilmente ti saresti affermato nello stesso modo. Sbaglio?

Intanto grazie, sono lusingato. Penso che le capacità relazionali e la comunicazione sia una competenza trasversale che andrebbe insegnata a scuola. Saper comunicare con gli altri ed entrare in empatia è fondamentale in qualsiasi lavoro e nella vita salvo che si voglia abitare su un eremo e mangiare solo i frutti della terra, senza animali perché anche con loro occorrerebbe uno sforzo per capirli e comunicarci.

Cosa ti ha insegnato insegnare? Ne trai soddisfazione?

Penso che buona parte delle mie capacità arrivino dall’ insegnamento ricevuto dai miei genitori (che non sono insegnanti) tutto il resto da qualche libro, un po’ di televisione e la forte necessità di semplificare le cose per renderle digeribili, quindi vedere la grande montagna come un mucchio di sassolini e piano piano scalarla tutta.

Cosa vorresti dire ai tuoi utenti? E cosa hai giovani che come te hanno un sogno nel cassetto?

Non fatevi abbattere da nessuno e da nessuna difficoltà; cercate di vedere i semi della fortuna nelle sventure; cercate sempre il lato positivo anche quando sembra non ci sia nulla di buono! Non fatevi tappare le ali da nessuno, specie dalla paura; credeteci sempre.

Chiara Zanetti

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