Lo scorso 8 luglio 2017, Domenico Starnone ha conseguito un importante traguardo aggiudicandosi il Premio Letterario Internazionale Isola d’Elba con il suo ultimo romanzo, “Scherzetto”, edito da Einaudi.

L’evento esclusivo, delicato e sofisticato, ha visto la partecipazione di critici letterari, accademici e personaggi di nota fama e grande rilievo culturale. Tra questi, ricordo i membri della giuria del premio, giunto alla sua 45′ edizione e presieduto da Alberto Brandani: Giorgio Barsotti, Massimo Onofri, Mario Baudino, Marino Biondi, Francesco Carrassi, Giuseppe Conte, Teresa De Santis, Ernesto Ferrero, Francesco Giorgino, Antonio PatuelliSilvia Ronchey.

Che libro è “Scherzetto”? Si tratta di un romanzo che vede un tête-à-tête ravvicinato tra un nonno alle soglie della vecchiaia, ex illustratore, ed il nipote di appena quattro anni, molto vispo e con una facilità di eloquio spaventosa. Come sempre, Starnone – seppur setacciando la crudezza del vero con un filo di ironia – non si esime dal tratteggiare con estrema lucidità le difficoltà comportate dai rapporti famigliari, nonché il tema della caducità del tempo e dell’insorgere dell’anzianità che si scontra con la vitalità infantile. L’autore dipana queste tematiche dense in poche pagine, narrando il soggiorno di tre giorni del nipote presso la casa del nonno.

La mattina dell’8 luglio si è tenuta presso l’Hotel Airone di San Giovanni una conferenza stampa incisiva per il valore dei giurati, i quali hanno analizzato con acume e saggezza il romanzo, contestualizzandolo altresì nel panorama letterario contemporaneo.
Ha esordito Marino Biondi sottolineando lo spessore meta-romanzesco del libro, che si accosta ad un racconto di Henry James. Biondi ha definito il romanzo un “bizzarro gotico contemporaneo” in cui convivono uomini in carne ed ossa – che esistono criticamente – con fantasmi di amanti che abitarono la casa suggellando il loro sentimento in maniera indelebile.
Massimo Onofri ha invece messo in luce come gli ultimi tre libri di Starnone siano riassumibili sotto il motto araldico: “la famiglia è tutto ciò che abbiamo, ma anche tutto ciò che dobbiamo patire”. Siamo di fronte a uno scrittore che, dopo la scuola, tratta la famiglia e tutte le relazioni sociali coatte. Il professore ha ricordato in seguito la figura di Lalla Romano, abile scrittrice del Novecento italiano, la quale snocciolò il tema della famiglia fino all’osso, asserendo drammaticamente che i suoi veri figli erano i libri. Onofri ha ripreso inoltre la figura di un altro grande poeta familista, Giovanni Pascoli, il quale trattò con poca indulgenza il tema dell’invisibile, delle vite passate che chiedono di essere rendicontate.
In seguito è intervenuta Teresa De Santis, che ha ricordato con affetto il legame con Starnone dai tempi in cui iniziò a scrivere Ex Cattedra, una delle rubriche più seguite de “Il Manifesto”. La giornalista si è soffermata su ciò che ha delineato come la narrazione di una “generazione Peter Pan”, in cui un anziano affacendato e stanco entra in competizione con un bambino super saccente.
Il professor Ernesto Ferrero ha esaminato la sottigliezza del testo, il quale presenta tanti livelli di lettura che danno prova di una notevole sapienza costruttiva. Bellissime le riflessioni sul rapporto tra arte, creatività e vita, su una pagina che funziona perché ci riguarda da vicino, ci tocca, ci interroga, facendo di Starnone un analista spietato, un istologo e narratore di rapporti irrintracciabili che sfuggono sino alla ricerca più complessa.

In serata si è tenuta la cerimonia conclusiva del Premio presso il teatro napoleonico di Piazza Gramsci, a Portoferraio. Esclusiva la partecipazione di Nicola Pietrangeli, ex tennista, attore e opinionista sportivo, Valeria Altobelli, modella, attrice e cantante, la quale ha condotto la serata insieme a Franco di Mare, grande giornalista, scrittore ed inviato di guerra. Da non dimenticare la presenza del famoso attore e cabarettista Demo Mura, il quale ha seminato bellissime risate tra il pubblico e i giurati.

Commovente il momento in cui è stata letta la motivazione della vittoria di Starnone, che ha configurato la figura di un nonno il quale vede le certezze che lo avevano imbozzolato in un comodo rifugio sgretolarsi ad opera di un bambino ed – ancor prima – uomo burbero e scontento di sé e del suo successo, che comincia a sentire come fatuo.

Concludo dicendo che il sorriso era dipinto sul volto di tutti i presenti, assolutamente paghi dell’evento e dell’equilibrio mai spezzato tra cultura ed intrattenimento.

Chiara Zanetti

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