Aforisma, una realtà letteraria spesso ignorata, la quale invece meriterebbe più considerazione e attenzione da parte del pubblico e dell’editoria.
Di che si tratta? Il termine deriva dal greco antico “ἁφορισμός”definizione e designa una breve frase che, nella sua sinteticità, condensa un principio, oppure un sapere di ordine filosofico e morale. Mario Praz, critico d’arte e letterario, traduttore e giornalista del ‘900, ne parlava in questi termini:

“Gli aforismi son come le bolle di sapone: alcune scoppiano sul nascere, altre s’innalzano al cielo, s’incendiano, come meteore, di colori iridati, splendono per un istante di luce abbagliante.”

Certamente non può mancare il wit, l’ingegno, per scrivere aforismi degni di nota, una certa dose di acume, destrezza e fantasia, tutte qualità che molti autori di aforismi contemporanei possiedono in buona misura. Fabrizio Caramagna ne è un esempio indiscutibile. Spesso mi è capitato di ricercare aforismi su argomenti particolari e, in molte occasioni, sono rimasta colpita dall’intensità ed il valore poetico e letterario degli aforismi di quest’autore.

Caramagna, oltre che autore di due libriccini di aforismi pubblicati tanti anni fa (Contagocce e Linee di seta), è anche uno studioso che si è occupato di diffondere le opere dei principali aforisti a livello mondiale. Tra le antologie che ha curato troviamo “The New Italian Aphorists”, in versione bilingue italiano-inglese, edita negli Stati Uniti.
In collaborazione con l’Associazione Italiana per l’Aforisma, inoltre, ha contribuito alla realizzazione del primo cortometraggio sull’aforisma.
Nel 2011 per i suoi aforismi ha ricevuto la menzione al Premio “Naji Naaman” che si svolge in Libano, uno dei premi letterari più importanti nel mondo arabo.
Nel 2009 ha fondato il sito “Aforisticamente”, punto di riferimento a livello internazionale sull’aforisma contemporaneo nel mondo e nel 2012 la collana editoriale Aforisticamente, per cui ha curato diversi volumi.
Da sempre si impegna a favore del riconoscimento della “bibliodiversità” della letteratura contro l’eccessiva primazia della narrativa.

La bibliodiversità, ad oggi, risulta minacciata dalla sovrapproduzione e dalla concentrazione di capitali, che favoriscono la preminenza di pochi grandi gruppi editoriali e la ricerca di profitti elevati ricavati prevalentemente da testi narrativi. Caramagna, attraverso la sua attività, ha raggiunto autori che, pur essendo misconosciuti, hanno scritto aforismi di altissimo livello; ha altresì esplorato paesi ai margini della letteratura tra cui i guaranì del Paraguay, la Macedonia, la Georgia, le isole Mauritius ecc.; ha tradotto da diverse lingue grazie a una fitta rete di contatti stretti in tutto il mondo. Sono questi i modi esemplari da seguire se si vuole tutelare la pluralità della scrittura, se si vuole ricercare  un sistema diverso da quello imposto dalla monocultura che ragiona in base al fatturato e all’omologazione del pubblico. Apertura e inclusività sono le parole d’ordine nel segno della valorizzazione di forme letterarie troppo spesso marginalizzate.

In chiusura di quest’articolo, propongo alcuni aforismi di Caramagna che mi hanno piacevolmente stupita.

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Troppa gente si occupa dei sensi unici e dei sensi vietati, senza mai mettersi in cammino.
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Guardare il mare di notte come si guarda una madre che dorme. Avere cura di ogni suo respiro. Imparare a udire quel suo fiato che sembra dire “Apriti alle cose e sogna”.
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In un’epoca di megalomania e di spreco, la brevità dell’aforisma ci insegna a farci più piccoli, a dosare le parole, a essere consapevoli dei limiti.
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La timidezza è come un colibrì che ha paura del fiore, vibra e sta sempre indietro anziché baciarlo.
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Nell’abbraccio – ciò che è stato spigolo, linea interrotta, groviglio – diventa di nuovo, come per miracolo, cerchio perfetto.

Chiara Zanetti

 

 

 

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