I Fitzcataldo sono un power-trio milanese formato da Lorenzo Galbiati (voce e chitarra), Stefano Redaelli (basso e cori) e Claudio Rei (batteria). Il progetto musicale è partito nel 2013 e si ispira a sonorità post-rock sposate a un cantato in lingua inglese, congeniale allo stile del gruppo e davvero inconfondibile. La loro musica ha matrici differenti, ma tinge le sue principali influenze dall’indie rock contemporaneo di origine anglosassone. Un gruppo dalla forte personalità artistica, che sta lasciando un’impronta in tutta la penisola, grazie ai numerosi live che da anni a questa parte li hanno portati ad esibirsi nei migliori locali e nightclub italiani.


Nell’ottobre dello scorso anno, i Fitzcataldo pubblicarono “I won’t be watching”, anticipazione dell’ep che reca lo stesso nome della formazione, il cui video si trova in calce a questo articolo. Si tratta di quattro tracce evocative e suadenti, che marcano con decisione il nuovo percorso intrapreso dalla band nel 2014 con l’album d’esordio “Fitzcataldo & the Trivettes”. Da allora, I Fitzcataldo hanno arricchito la loro proposta, rendendola sempre più variegata: dall’indie rock tradizionale al rock n roll, dal funky a una musica di impostazione cantautoriale. La parte strumentale si impone i tutti brani, assecondata dalla voce calda di Galbiati, in un crescendo che porta ai refrain e a un’esplosione di atmosfere oniriche.

Vorrei sul serio avere carta e penna mentre scrivo questo articolo, poiché genuinità è uno dei primi aggettivi che mi vengono in mente pensando alla band, che ho avuto il piacere di vedere dal vivo in un concerto al Rock ‘N’ Roll club di Rho. In quell’occasione, i Fitzcataldo mi catturarono con la loro performance energica, vigorosa e curata nei minimi dettagli. Le canzoni, infatti, arrivano immediatamente al cuore dell’ascoltatore, con un sound profondo, suggestivo ed oltre modo magnetico, ai limiti dell’ipnosi.
Confesso che in una sera di inizio primavera, passeggiando per Milano, ascoltai “I won’t be watching” fino allo sfinimento, assaporando in modo intenso le sue tonalità sognanti, le sue svariate sfumature che trovano spazio in un’estetica densa, ispirata anche al pop del secolo scorso. Impeccabile dal punto di vista musicale, impregnata di malinconia da quello contenutistico, “I won’t be watching” è una canzone di estraneità e resistenza al perseverare del ricordo di una donna che c’era, c’è stata, ma ha preso le distanze, lasciando dietro di sé un retaggio indelebile. A voi il clip, vi auguro un buon ascolto

Chiara Zanetti

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