Nei giorni scorsi, sono stati annunciati i 10 finalisti della 5′ edizione del premio cramum, che saranno in mostra presso Il Grande Museo del Duomo di Milano dal 21 settembre, in concomitanza con le opere di 12 artisti affermati a livello internazionale.

Temi di questa edizione, diretta da Sabino Maria Frassà, sono I LIMITI e I CONFINI. Di seguito, gli artisti in mostra e fuori concorso: Magdalena Abakanowicz, Zolt Asta, Ivan Barlafante, Carlo Benvenuto, Laura de Santillana, Matteo Fato, Daniele Fissore, Ivan Grubanov, H.H. Lim, Franco Mazzucchelli, Francesca Piovesan, Daniele Salvalai.

I 10 finalisti sono invece Alessio Barchitta, Alessandro Boezio, Francesco Casolari, Andrea Fiorino, Marco La Rocca, Giulia Manfredi, Dario Picariello, Pamela Pintus, Diego Randazzo, Sally Viganò.

Il premio si svolge con il patrocinio e la collaborazione di Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano, Fondazione Cure Onlus, Comune di Milano, Istituto Confucio dell’Università degli Studi di Milano, Accademia Polacca di Roma, Consolato di Polonia a Milano, Consolato di Ungheria a Milano, Consolato di Serbia a Milano, Ludwig Muzeum, Istituto Balassi di Roma, Studio Museo Francesco Messina.

Il Grande Museo del Duomo venne inaugurato nel 1953, a cura dello studioso Ugo Nebbia, ma l’idea della sua realizzazione era già nata nel penultimo decennio dell’Ottocento dall’esigenza di non disperdere e di valorizzare tutto il materiale non in opera sulla Cattedrale, legato alla sua storia e alla sua costruzione. Il 4 novembre 2013, il Museo ha riaperto dopo un ampio intervento di ristrutturazione e riallestimento, con un itinerario disposto cronologicamente e fatto di sculture, vetrate, modelli lignei, bozzetti, arazzi, dipinti e oggetti liturgici che permettono di seguire tutte le fasi di costruzione della Cattedrale ed insieme di conoscere le diverse espressioni artistiche in essa riunite dalla fine del XIV secolo.

Splendida dunque la location che ospiterà questa nuova edizione. Particolarmente soddisfatto ne è il curatore, nonché direttore, Sabino Maria Frassà, il quale si è espresso così in merito: “Proposte coraggiose, coerenti e studiate. Siamo felici che tantissimi candidati avessero studiato accuratamente la location e il bando prima di inviare la propria candidatura: se è vero che parlare di limiti e confini oggi è quanto mai attuale, facile è scadere nel già visto o in sterili provocazioni. I 10 finalisti hanno invece tutti dimostrato la forte serietà e la maturità artistica necessarie per esser in mostra al fianco di grandi maestri dell’arte contemporanea internazionale”.

Trattare di limiti e confini in una società che sembra ripudiarli è tutt’altro che semplice; farne tema artistico ancor meno. Per questo, seguiamo con molto curiosità questo evento di grande spessore culturale, che si delinea in prima istanza come una bella occasione per riflettere e fare tesoro di ciò che l’arte può trasmetterci.

Chiara Zanetti

 

 

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