Buongiorno Vieri Barsotti, lei è editore nonché direttore di Radio Colore e Colore & Hobby, organi di stampa specializzata nel settore dell’edilizia e delle vernici. Come e quando sono nate queste realtà? 

La rivista Colore & Hobby e la web radio Radio Colore sono i due media di riferimento per tutti i professionisti del settore dell’edilizia e delle vernici: principalmente industrie, agenti e rivenditori, ma anche artigiani, architetti, color designer e operatori della filiera. La rivista è pubblicata dal 1971 ed è l’organo di informazione mensile più autorevole del mondo del colore; Radio Colore dall’ottobre 2016 è la web radio che accompagna ogni giorno -con un ricco palinsesto di notizie, informazioni e musica- le giornate di lavoro degli operatori ovunque essi siano: in negozio, in cantiere, in fabbrica e negli uffici.

Cosa significa per lei colorare un ambiente? Immagino che alla base dell’iniziativa “ColorAid”, progetto di edilizia etica che convoglia le energie delle aziende operanti nel settore edile – ed in particolare nel comparto delle vernici – per riqualificare il colore delle strutture di accoglienza, vi siano approfonditi studi di cromoterapia. Ci parli di questa tipo di “medicina alternativa”, dei riscontri positivi registrati nel tempo e, in particolare, dei suoi effetti sull’utenza. 

Il progetto ColorAid nasce proprio con l’intento di riqualificare e riprogettare anche a livello cromatico gli spazi destinati a situazioni di disagio e con funzione sociale: il colore, infatti, ha un forte impatto sul benessere delle persone e uno studio ad hoc permette di fare scelte utili ad un complesso percorso verso il benessere, necessario a chi vive tali situazioni. Il presupposto da cui nasce ColorAid è che un ambiente sano, confortevole, ordinato, non degradato e, soprattutto, colorato aiuti il benessere psicologico di chi lo vive. Il colore, se ben progettato, è uno strumento potentissimo in grado di generare stati d’animo molto precisi nei fruitori di uno spazio, condizionandoli scientemente. Il ‘progetto casa’ in generale ed il colore, in particolare, vengono sfruttati come stimoli positivi e fondativi a livello psicologico ed esistenziale.

Le va di raccontarci qualcosa a proposito della genesi dell’iniziativa? È la prima volta che vi impegnate in un progetto di carattere benefico? Quali sono i risultati attesi?

Come Radio Colore siamo sponsor e sostenitori di una serie di iniziative, veri e propri progetti che permettono di sviluppare nuove relazioni e modalità di comunicazione innovative con i nostri clienti e con gli operatori del settore. Uno degli ambiti in cui si sviluppano le Iniziative è quello sociale, con progetti che si prefiggono l’obiettivo di raccogliere e promuovere le sensibilità delle aziende verso il Terzo Settore, convogliandone le energie verso attività strutturate e capaci di identificare situazioni di effettivo bisogno.

Il comparto dell’edilizia è trainante per tutte le economie, anche per quella italiana ma spesso purtroppo le aziende del settore finiscono sui giornali per attività illecite o fatti gravi: con ColorAid, invece, il nostro obiettivo è quello di potenziare e far conoscere un modello virtuoso di edilizia etica capace di farsi carico di un impegno sociale importante, attraverso il coinvolgimento di realtà sane e dinamiche che si impegnano ogni giorno con grande serietà e professionalità nel proprio lavoro e che hanno scelto di fare qualcosa in più per la collettività. L’esperienza con Casa Accoglienza Arché rappresenta la prima tappa di un lungo percorso che vogliamo avviare sostenendo un concetto di “edilizia etica”.

In passato abbiamo però già sostenuto e creato progetti significativi come MissioneColore, un’iniziativa umanitaria che in due anni ha permesso, sempre con la collaborazione delle aziende del nostro settore, di raccogliere i fondi necessari per la costruzione di un dispensario a Manda, in Tanzania. La struttura oggi è finalmente attiva e mette a disposizione cure mediche, farmaci e semplici esami di laboratorio: linfa vitale e una speranza concreta per la popolazione!

Fondazione Arché, la onlus milanese che si prende cura del nucleo mamma-bambino, costituisce il primo polo operativo della start-up ColorAid. In cosa è consistita la riqualificazione della struttura? 

Il primo cantiere di ColorAid è stato avviato in Casa Accoglienza Arché, una struttura che il Comune ha concesso alla Fondazione e che Arché ha trasformato in comunità nel 1997. Nelle due settimane di lavori che sono state necessarie per la riqualificazione, sono state ridipinte le pareti, rinnovati i pavimenti, sistemati gli infissi, riverniciate le porte e riqualificato lo scantinato. I lavori sono stati possibili grazie al contributo delle aziende che hanno fornito materiali, inviato tecnici ed assistenti e pagato la manodopera; inoltre, a dare una mano agli operai specializzati di ColorAid si sono adoperati con passione e serietà i ragazzi del Liceo Scientifico statale Alessandro Volta di Milano, coinvolti nell’ambito dei progetti di alternanza scuola/lavoro. Si è trattato di un meraviglioso esempio di collaborazione tra realtà differenti, impegnate ad allineare le singole motivazioni verso un obiettivo unico.

Nel progetto è coinvolto l’Istituto Volta di Milano. I ragazzi si dicono felici di contribuire, in quanto si tratta di un lavoro che andrà a migliorare sensibilmente le condizioni di vita di soggetti svantaggiati. A questo proposito, vorrei domandarle che importanza riveste, a suo avviso, la manovalanza nella formazione di ragazzi giovani, forse un aspetto che va perdendosi…

I ragazzi sono entusiasti del lavoro svolto, motivati da un fine nobile, supportati da un’organizzazione che ha voluto dimostrare che quando si è spinti da una forte motivazione si può fare moltissimo: voglio ricordare che al progetto hanno aderito le aziende produttrici ma anche Anvides, l’Associazione di categoria che raggruppa gli artigiani della decorazione, quindi l’organismo depositario del sapere nel nostro settore, e che senza il suo contributo in termini di organizzazione del cantiere e di pianificazione del lavoro in squadre dei ragazzi la riqualificazione di Casa Accoglienza non sarebbe stata possibile. Dal nostro punto di vista è interessante raccontare di questa positiva e preziosa esperienza di formazione scuola-lavoro soprattutto in un momento in cui non sempre questa viene vissuta come occasione di aiuto per chi è più svantaggiato, attraverso un vero e proprio percorso di formazione. Qualsiasi lavoro abbiano svolto i ragazzi, dal pitturare le pareti all’applicazione dei decorativi, dalla manutenzione delle persiane alla ideazione e realizzazione di video e interviste, sono stati messi nella condizione di imparare e divenire autonomi, realizzando in poco tempo lavori ben fatti, grazie indubbiamente alla guida di professionisti. Inoltre, per giovani ragazzi abituati ad uno studio sempre molto teorico, avere un’occasione per sviluppare la manualità e sperimentarsi in realizzazioni pratiche non è cosa da sottovalutare.

Cito Vasilij Kandinskij: “Il colore è un mezzo di esercitare sull’anima un’influenza diretta. Il colore è un tasto, l’occhio il martelletto che lo colpisce, l’anima lo strumento dalle mille corde.” Nel progetto ci sarà spazio per l’arte-terapia?

Nel progetto di riqualificazione voluto da ColorAid è stato trasferito il concetto di colore-benessere e certamente il team di educatori che seguono la comunità si adoperano per lavorare con le ragazze presenti e i loro bimbi nella riflessione sulla scelta di ambienti resi accoglienti grazie al colore e alle nuove atmosfere che caratterizzano la ‘nuova’ Casa Arché. Diciamo che il modo in cui è stato progettato il colore presso Casa Arché persegue proprio il benessere interiore e vuole essere terapeutico. L’arte-terapia è un’attività efficace ed interessante che, in caso, dovranno sviluppare gli educatori.

Chiara Zanetti

 

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