Ciao Vitantonio. Per cominciare, grazie di aver accettato un’intervista a mia cura. 

Ciao Chiara, grazie a te e a TrAmandoMilano.

Sono rimasta indubbiamente colpita dal tuo nuovo album, “Daily life soundtrack”. Sai, spesso molti generi musicali hanno una loro speciale collocazione a seconda dello stato d’animo dell’ascoltatore. Intendo dire che non sono sempre graditi, ma solo in determinate occasioni. Il tuo, invece, sembra davvero essere una colonna sonora per la vita di tutti i giorni. Gradevole, delicata e molto sofisticata, ma adatta ad accompagnarci piacevolmente in tutte le nostre attività quotidiane. Vuoi raccontarci qualcosa in merito alla genesi dell’album e, per curiosità mia, anche del suo titolo?

Grazie della descrizione, proprio ieri chiacchierando con una persona del pubblico, mi è stato detto che la mia musica non forza l’ascoltatore costringendolo ad andare dove vuole lei, ma lo accompagna lasciandolo libero di seguire i propri sentieri. Mi è sembrato un bel complimento. Del resto, queste interpretazioni coincidono con l’intento dei brani dell’album, che tu hai colto in pieno. La traduzione letterale del titolo è appunto “colonna sonora della vita quotidiana”. Questi brani che mi accompagnano nelle esibizioni in giro per i locali e le strade d’Europa e d’Italia vivono di quei momenti, li commentano ma traggono anche da essi l’ispirazione. Ho eseguito queste composizioni più volte durante i live prima di inciderle, man mano inserivo delle variazioni e davo loro una forma nuova. “Daily Life soundtrack” rappresenta , quindi, Il risultato di questa ricerca e della sintesi delle ispirazioni raccolte.

Il repertorio proposto risulta essere una fusione tra chitarra fingerstyle ed il post-rock, realizzato con chitarra classica elettrificata, stomp box e sonaglio da piede. Originale e complessso allo stesso tempo e, aggiungerei, perfettamente in linea con le tua vocazione, visto il risultato brillante. Come ti sei scoperto in questo genere del tutto peculiare?

In precedenza mi sono sempre ritrovato a comporre per band e non per progetti solisti. A volte ho realizzato dei brani con l’aiuto dei software, ma in questa occasione mi sono posto una sfida: volevo produrre da solo una musica che  rimandasse ai suoni e ai generi proposti di solito da gruppi musicali o da compositori di musica elettronica o  sinfonica e che fosse possibile riprodurre dal vivo senza la presenza di altri componenti. L’originalità del set strumentale e dello stile musicale deriva proprio da questa sfida.

La canzone Latvian Sunset è la mia preferita. Come sono i tramonti lettoni? Le sonorità trasmettono una sensazione di incanto frammista a un sentimento del sublime. Vuoi commentare?

Come ho già detto, l’esperienza live e i viaggi in generale hanno influenzato profondamente il processo creativo di “Daily Life Soundtrack”. “Latvian Sunset” è proprio un esempio di come la musica possa tradurre nel suo linguaggio le esperienze  vissute da chi la compone.

Ho scritto il brano mentre ero su un pullman in Lettonia, ispirato dai tramonti che vedevo dal finestrino e da quella luce bianca difficile da ritrovare in Italia o perlomeno dalle mie parti.

La tua musica ti ha permesso di arrivare lontano, in Europa Centrale ed in Messico in qualità di headliner o supporter di artisti di un certo spessore. Raccontaci il backstage di questi tour, cos’hanno significato, cos’hanno comportato per la tua carriera e per la tua personale esperienza umana.
I tour sono stati e continuano ad essere per me una “palestra” della musica. Mi hanno reso quello che sono. Inizialmente sei inesperto e proponi timidamente la tua musica ad un pubblico. Dopo qualche nota ti senti subito a tuo agio e ti rendi conto che quella è la tua dimensione, che non vorresti stare da nessun’altra parte o fare altro. Ogni sera vivi un’esperienza diversa, vedi un altro luogo, conosci persone nuove. E da ogni live “esci” in un certo senso cambiato. Certo un pizzico di emozione c’è sempre, ma seguita da un profondo entusiasmo. Ed è quello che non deve “spegnersi” mai.

Cosa ti aspetti dall’incisione di questo album? Hai altri sogni nel cassetto?

Mi aspetto di fare arrivare la mia musica a quanta più gente possibile. Credo questo sia il primo obiettivo di ogni artista. Il mio sogno è quello appunto di non perdere mai l’entusiasmo e di non ripetermi mai. Voglio riuscire a trarre quante più soddisfazioni possibili da quello che mi piace fare. Non c’è un desiderio particolare, mi lascio trasportare e stupire dagli eventi.

Debussy asseriva che la musica contiene una libertà più di qualsiasi altra arte, non limitandosi solo alla riproduzione esatta della natura, ma ai legami misteriosi tra la natura e l’immaginazione. Insomma, significa intessere trait d’union tra il sentimento, l’intelletto e il mondo esteriore. Tra noi e quel che è altro da noi, ma che in noi ha delle risonanze. Cosa ne pensi?

Beh, innanzitutto non mi permetterei mai di contraddire le parole di un gigante quale Debussy. Del resto, non posso che essere d’accordo. La musica, specialmente quella priva di testo, è in grado di evocare luoghi noti e ignoti, esperienze vissute e oniriche. La stessa composizione sentita o eseguita in momenti diversi può suscitare emozioni differenti, a volte persino contrastanti. Cosa c’è di più libero è imprevedibile?
Chiara Zanetti
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