Originario di La Spezia, classe 1970, Maurizio Casula inizia ad avvicinarsi al cinema sin da piccolo grazie anche all’attenzione dei genitori, i quali l’hanno accompagnato nella scoperta di una passione davvero smisurata.

“Negli anni ’70 non c’era la possibilità di avere o reperire i film che guardavi in sala, se non rivedendoli più volte anche nelle riprese dei messi o durante gli anni successivi; l’unica emozione che potevo ripetere all’interno delle mura domestiche era quella della colonna sonora, che mi riportava emotivamente ai film visti nei giorni precedenti.” Afferma Casula. E aggiunge: “Sin dai dieci, dodici anni capii che la scelta dei film da guardare era diversa rispetto a quella operata dai miei coetanei, tanto che era un’impresa difficile individuare qualcuno con cui condividere il mio entusiasmo, se non persone adulte. Trascinavo mio padre a vedere Herzog, per fare un esempio, perché altrimenti era un perenne esodo al cinema da solo.”.

Nel 1986 si impegna nella scrittura dei primi cortometraggi, nel 1990 ne chiude uno, aggiudicandosi svariati premi nei Festival di settore nazionali.

Terminata una scuola privata di Regia, decide di continuare a scrivere e produrre corti. Nel 1993 ne gira uno in 35 mm. L’anno seguente, il corto diviene il film inaugurale della Biennale del cinema di Venezia, selezionato tra oltre 600 opere da tutto il mondo. Maurizio è appena ventenne. Galvanizzato dal traguardo raggiunto, abbandona il lavoro di manodopera per diventare operatore/proiezionista in una sala cinematografica, quindi inizia una carriera come responsabile di sala in una multisala famosa del centro di Milano.

Tra il 1999 e il 2000 lavora a Londra come apprendista nel campo dell’audio e della post produzione in svariati film, tra cui “Galline in fuga” e “Beautiful Joe” film minore con Sharon Stone e Billy Connoly, un film piccolino, “Some Voices”, con un giovanissimo Daniel Graig (James Bond negli ultimi film).

“Tornato in Italia ho lavorato per nove anni come produttore esecutivo (seguivo le post produzioni audio si dalla fase embrionale, del concepimento del testo per arrivare al casting voce, registrazione e finalizzazione della colonna audio, negli spot pubblicitari e nei doppiaggi cinema.)”

Anche in Italia gli capita di collaborare in film quali “La finestra di fronte” di Ozpeteck e un film Italiano girato in Estremo Oriente dove coordinava i doppiaggi per la parte Italiana del film “The Counting House“.

Nel 2005, dirige l’ultimo cortometraggio in animazione 2D, che partecipò ad un festival internazionale dell’animazione. Gli attori principali avevano dato volto a film come “Alien 3” di David Fincher e “Il pianista sull’oceano” di Tornatore.

Purtroppo a causa di un terribile incidente nel 2008, rimane fermo un anno e, una volta rimessosi, si reiventa come cameriere e barman.

“Da cinque anni progetto piccoli eventi con il mio cinema ambulante, facendo rassegne in giro nel Milanese e ultimamente progettando arene estive di notevole successo nell’hinterland. L’anno scorso, per pura casualità, sono riuscito ad entrare nel cast come comparsa ma avendo una piccola battuta all’inizio in un’opera teatrale che ha replicato per quasi un mese a Milano al CRT Triennale a Milano diretto da un grande regista russo, Alexandr Sokurov, Leone d’oro a Venezia nel 2011 con il Faust. Ho una rassegna prodotta da me che si chiama “Il cinema altrove”, la quale è volta a promuove il cinema d’autore. Da un anno ho fondato e seguo personalmente una pagina e un gruppo pubblico intitolato L’arca cinematografica”, seguito da oltre 4000 persone. Sin dall’inizio mi sono preoccupato di segnalare film o autori che difficilmente emergono per una mancanza di soldi nella comunicazione, elemento fondamentale nella catena del film, che spesso viene sottovalutato da molte persone. Oltre a queste segnalazioni, intervisto registi e persone che gravitano nel mondo del cinema che possono essere gestori di sala o distributori che trovano difficoltà sempre ad uscire dal buio.”

Chiara Zanetti

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