Torna, come ogni novembre a Milano, il maxi evento della città meneghina dedicato al libro, alla scrittura e alla lettura, che per la particolare qualità delle sue proposte e della propria organizzazione ha propiziato al capoluogo lombardo l’assegnazione del titolo di Città Creativa UNESCO per la letteratura. Dal 15 al 18 novembre, romanzieri, poeti, giornalisti e gli altri differenti virtuosi della parola scritta animeranno questa grande rassegna che prevede innumerevoli incontri distribuiti in diversi punti della metropoli e scanditi in orari che occupano ogni parte della giornata. Una fitta rete di appuntamenti concentrati sul libro inteso nelle sue molteplici varietà di contenuto ed esercizio estetico. Tanti i nomi noti e finanche celeberrimi che daranno prestigio e susciteranno un’attenzione che anche quest’anno saprà soddisfare le sue attese con il sicuro valore dialettico degli eventi in programma.

Più di 1300 momenti di conferenza e dibattito in 250 luoghi di Milano, dal centro alle periferie. Di questo densissimo programma, che rende davvero imbarazzante la scelta, abbiamo deciso di consigliarvene alcuni:

Jonathan Coe e il futuro che non ci aspettavamo

Con Jonathan Coe e Barbara Stefanelli

15 novembre, ore 20:30

Teatro dal Verme (Via S. Giovanni sul Muro, 2, 20122)

Lo scrittore inglese, esaminando il presente pubblico, privato, sociale ed individuale di uno Stato prospero ma attualmente occupato in un conflittuale passaggio politico, economico, culturale e generazionale che sta segnando in maniera caotica la popolazione, partirà dalla sua esperienza umana e letteraria per illustrare le proprie interpretazioni sull’attuale, problematica condizione di un’Inghilterra sospesa in un limbo di enigmi.

Terrorismo e immigrazione. Contro la fabbrica della paura

Con Marco Minniti, Giorgio Gori, Milena Gabanelli e Giuliano Pisapia

17 novembre, ore 14:00

ISPI – Palazzo Clerici, Sala Corte (Via Clerici, 5, 20121)

La più stringente e drammatica attualità del rapporto tra populismo e immigrazione e l’ampia discettazione sulle pericolose derive della xenofobia, le reali necessità dell’ordine pubblico con sullo sfondo lo spauracchio del terrorismo sarà il nucleo delle parole dell’ex ministro dell’Interno e degli gli altri importanti conferenzieri.

Spunti di fuga

Con Violetta Bellocchio, Stefania Bertola, Paolo Di Paolo, Fabio Geda, Lorenza Ghinelli, Marco Magnone, Giusi Marchetta e con i ragazzi del blog Qualcunoconcuicorrere.org

17 novembre, ore 15:00

Castello Sforzesco – Sala Viscontea (Piazza Castello, 20121 Milano)

L’idea della fuga, i suoi aneliti universali e specificamente giovanili, adolescenziali, le sue cause e i suoi sentimenti romantici di esaltazione, paura e sognante abbandono all’avventura, la sua praticabilità e la sua utopia, e in questo crogiolo ardimentoso quale può essere il particolare senso vissuto dallo scrittore tentato dalla fuga e quali sono le testimonianze letterarie della tradizione.

Segni infedeli. Narrazioni del tradimento tra letteratura, cinema e teatro

Con Paolo Di Paolo, Serena Pezzini, Alessandro Benassi, Giovanna Maina e Fabrizio Bondi

17 novembre, ore 17:00

Libreria Tempo Ritrovato Libri (Corso Garibaldi 17)

Lo scrittore Paolo Di Paolo insieme agli altri autori del libro che dà titolo all’appuntamento disquisiranno sulla natura concettuale del tradimento, mettendo a confronto il passato letterario italiano, anche remoto, con la cinematografia contemporanea, interrogandosi sul significato che l’atto sinistro del tradimento ha avuto e ancora possiede nella nostra cultura: non soltanto una turpe fraudolenza morale nei limiti dei valori laici e materialistici, bensì un’empietà, una frattura metafisica che comporta lo “scioglimento di un legame di destino”.

Se la finzione influenza la vita reale

Con Luca Mastrantonio e Walter Siti

18 novembre, ore 16:30

Borsa Italiana Sala Convegni (piazza Affari 6, Milano)

Storia, racconto, nella narrazione mediatica, nei dispostivi della letteratura e nelle trame dei videogiochi, tutto ciò che è epos, rappresentazione di un ordito, non solo influenza la nostra visione delle cose e la qualità dei nostri sentimenti ma crea tout court la nostra personale realtà. Possiamo allora dire che siamo fatti della stessa sostanza delle storie che ci appassionano.

Ulderico Annoni

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