Sabato 29 luglio 2017: una data memorabile. Quel giorno, infatti, si tenne il concerto dei Black presso il Rock ‘N’ Roll Club di Rho. Si trattava del loro primissimo live, ma sembrava fosse l’ennesimo vista la bravura della band. Parlo infatti di un talento musicale inaudito per un gruppo che sta calcando i primi palchi proprio in questi mesi. Un’esplosione di carica vitale incredibile, sconvolgente; un mix di Eros e Thanatos in grado di stravolgere l’udito e la mente. Amore e morte sono infatti i riferimenti imprescindibili dei loro brani, sia da un punto di vista melodico che contenutistico. Hard-Rock all’ennesima potenza, come recita il titolo di questa recensione. E poi la presenza scenica, davvero notevole. Dentro di me speravo il concerto non finisse mai, nonostante mi esasperasse emotivamente. I Black rappresentano infatti ciò che vorresti sentire, ma hai paura di farlo, vista l’efferatezza del sound: viscerale, ingombrante, che non risparmia nulla al fruitore, ma piuttosto si annida nella sua mente insinuando paure, conflitti, vita tout court.

La formazione è composta da Orazio Nicoletti (voce e basso), Marco Venturini (chitarre) e Giovanni Tani Junior (drums). Il gruppo nasce a Milano nel 2015, nell’ambito del tour di Ekat Bork, artista russa dal carattere prepotente e coraggioso. I loro riferimenti immediati sono i Black Sabbath, i Nirvana, i Foo Fighters e Alice in chains, tra gli altri. Tuttavia, nonostante le marcate influenze, la musica dei Black si caratterizza per la sua freschezza e singolarità. Nessuna cover, ma testi e musica autentici e fortemente introspettivi. Vi terrò aggiornati circa l’uscita del loro primo lavoro discografico. Per il momento, auguro il meglio a questo magnifico trio, certa del fatto che debba ancora venire.

Chiara Zanetti

 

 

 

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