Una mostra a cura di Annibale Rainone presso PAGEA Arte Contemporanea, Via Concilio, 99- Angri (Sa)
Vernissage: Venerdì 24 Novembre 2017, ore 18,30.

Prisco De Vivo mostra per la prima volta, in retrospettiva, il suo ciclo di opere (pitture, sculture, installazioni) sul tema del sacro, salvo quelle esposte altrove in collezioni pubbliche permanenti. Solo per citarne alcune, un’Agata nel miracolo dei colori (Catania 2006), dal cui seno amputato sgorgano, significativamente, in luogo del sangue, pigmenti di colore, o il murale Nada te turbe (Napoli 2008) ispirato a Santa Teresa D’Avila.

Le opere attraversano almeno dieci anni di attività intorno al discorso della mistica nell’arte contemporanea, in un percorso cromatico informato a tonalità celesti e cobalto lungo uno scavo, un “affondo” esistenziale che è anche ricerca di senso.
“Come se ci fosse un cielo capovolto nelle profondità della materia”, così si è espresso De Vivo riguardo ai lavori che saranno presentati a Pagea – Arte Contemporanea (Angri, Salerno) il 24 novembre 2017 (opening 18:30).

Riporto dei passaggi del bellissimo commento critico di Rainone:

“(…) La sfida a frequentare sul terreno dell’arte questioni di natura “spirituale”, nel senso più denso che si può dare a questa insidiosa parola; e a farne motivo di dialogo, di confronto credibile.

In questo senso, nelle opere qui presentate è possibile intravedere i segni di una nuova intesa. De Vivo, infatti, in risonanza con le tematiche da sempre a lui care, particolarmente attente alla cultura del post-umanesimo, riconosce quei segni che a suo avviso il sacro sceglie oggi per manifestarsi nella storia, proponendo un’arte della fede che è essenzialmente un discorso intorno alla natura dell’uomo d’oggi, delle sue paure e contraddizioni.

Caratteri che il pregio di questa ricerca non limita alla mera illustrazione ma che, anzi, drammatizza sollecitando emozioni e pensieri, muovendo gli affetti (…).

Ecco: affondo, in profondità. Un sentimento che è un movimento del sacro in interiore homine ma che è anche ragione di ricostruzione di un vincolo tra l’uomo e il suo circostante, materia e cultura ritrovate in un riferimento celeste dal basso, nei profili determinati dalla condizione di un uomo in ricerca, in un discernimento che non ammette ingenuità se non nelle forme di una drammatica dichiarazione d’amore alla vita.”

Osserva, oltretutto, Rainone: “L’arte sacra e l’arte contemporanea faticano ad incrociare i propri statuti, o più semplicemente, le proprie specifiche procedure”. Le logiche sono infatti diverse se non – in alcuni casi – opposte. Da una parte, l’arte contemporanea fa spesso dell’assenza di senso il proprio sofferto manifesto, mentre quella mistica esprime un’epifania o, se non altro, una direzione. L’arte di De Vivo viaggia a cavallo tra le due inclinazioni, ricercando il senso anche laddove è difficile scorgerlo, con implicazioni di “misticismo” nel senso di viaggio interiore, tutto umano e per questo discorde, incongruente, al limite dell’inconciliabile.

Osserviamo l’Agata dal cui petto sgorga un fiotto di colori: è l’arte a dare il senso del trascendente, del soprasensibile che va al di là dell’empirico, del fenomenico, in altre parole del tangibile. L’arte che è per De Vivo amore, devozione, vita, liberazione di entusiasmi irriflessi e di emozioni allo stato puro. L’artista conosce l’empatia nel senso proprio del termine, avvicinandosi a quelle sofferenze e a quell’angoscia esistenziale che vengono riscattate da un’operazione di sublimazione artistica pregevole e, sicuramente, tutta da ammirare quale eredità del più bell’espressionismo di matrice novecentesca.

Note d’autore:

Pittore, scultore, designer, poeta, Prisco De Vivo nasce a Napoli nel 1971. Attivo sin dal principio degli anni Novanta, nel 1998 comincia la sua collaborazione con la Galleria Mimmo Scognamiglio di Napoli, che presenta il suo lavoro, articolato in cicli, presso Arte Fiera di Bologna, Art-Cologne e Art-Brussels. Ha quindi esposto in Italia, Germania, Svizzera, Finlandia, Nizza, New York e Argentina, in gallerie private e in spazi pubblici. Le sue opere sono in importanti collezioni italiane ed estere, fra i tanti di lui hanno scritto: Vitaldo Conte, Maurizio Cucchi, Michel Dansel, Gillo Dorfles, Gigiotto Del Vecchio, Janus, Francesco Gallo Mazzeo, Rubina Giorgi, Gustav Krefeld, Wanda Marasco, Plinio Perilli, Gaetano Romano, Enzo Rega, Annibale Rainone, David Ross, Manlio Sgalambro, Leo Strozzieri, Massimo Sgroi. Nel 2014 inaugura Lucis – Art Studio Gallery, a Quadrelle(AV), all’interno del Parco Regionale del Partenio, nel suggestivo territorio boschivo del torrente Vallelonga: configurandosi come spazio operativo, Lucis è divenuto luogo di contagio che germina visioni di una realtà trascendente, per chiunque ne attraversi liberamente gli spazi, è un vero e proprio laboratorio dell’evanescenza.

Website: www.priscodevivo.it

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Chiara Zanetti

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