Darman è lo pseudonimo di Dario Mangiacasale, cantante che insieme a Roberto Stella e Nicolò Sebastiani ha formato un power trio alternative rock in quel di Torino. 

Dario, la voce del gruppo nonché autore dei testi, è un artista di origini calabresi, classe 1984. Nonostante l’età giovanissima, il cantante ha già fatto parecchia strada nel mondo della musica rock e cantautoriale; basti pensare che Nel 2009, ai tempi negli Acid Noise, vinse il Music Against ‘Ndrangheta a Lamezia Terme, arrivò alle finali nazionali di FestivalPub Italia e di MArte-live, dividendo il palco con artisti di fama nazionale. Darman si è inoltre esibito su molti altri palcoscenici importanti; tra questi, il Concerto del Primo Maggio 2012 in Piazza Maggiore a Bologna e le due preview in Expo Milano 2015.

Veniamo al genere: un alternative rock variegatissimo ed intriso di fascino e vivacità melodica, per nulla scomputato e prevedibile. Un groove intenso, dai ritmi ricchi e scanditi in maniera anche molto diversa nelle varie canzoni degli album finora usciti: “Bellatrix”, Four-Leaved Shamrock” (2015) sino a “Segale cornuta”, pubblicato il 20 aprile 2017. “Segale cornuta” è un disco quanto mai energico, a tratti violento, dalle sonorità decisamente psichedeliche e noise. Cristiano Godano e Manuel Agnelli i riferimenti immediati, non solo a livello musicale, ma soprattutto per quanto concerne i testi dei brani. Questi sono ammantati di una poeticità sconfinata e malinconica. Prendiamo ad esempio alcuni versi di “Strana creatura”, che aggiungo in calce al corrente paragrafo: “Un quadro impressionista si sta rivelando al barlume/ Foglie secche / Luci soffuse e giochi sinuosi di quel fiume”.

 

L’oggetto d’amore è vicino ai sensi e al cuore ma irraggiungibile alla fine dei conti, tanto che l’ultima parte della canzone recita: “Il dipinto è svanito/ Scomparso nell’ombra/ Insieme a te”. L’assenza o l’illusorietà della presenza sono allora chiavi concettuali che fanno da spina dorsale di tutto il disco, anche in canzoni come “La febbre del guano”, in cui Darman si staglia contro  “Un mondo di sola apparenza e vanità” o “Mora di rovo” dedicata ad una lei attraente ma polverosa, che svanisce insieme alla luce, lasciando dietro di sé un grande interrogativo: tornerà?

Bellissima, infine, “Newton e dintorni” in cui si narra di un caldo che pervade ed inficia strutture simmetriche, in realtà inesistenti. Concluderei dicendo che “Segale cornuta” è un disco, come il cereale del titolo, ricco di sostanze nutrienti e che cresce ad alta quota; insomma, dicendo che non è un disco per tutti ma senz’altro adatto a chi ha intenzione di vivere commuovendosi.

 

Chiara Zanetti

 

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