“Io e il blues”, la traduzione del titolo del nuovo disco di Joseph B. Un manifesto che non può prescindere dalla passione sconfinata dell’autore per l’universo Blues, un genere di origini umili ma che in breve tempo ha saputo imporsi come una delle forme musicali popolari predilette su scala mondiale.  

“Una canzone deve farti innamorare, deve farti sospirare, deve farti ricordare momenti magici della tua vita”, così racconta Joseph B. nel tentativo di trasmettere il significato profondo dell’amore che coltiva da anni a questa parte e che lo ha portato a calcare palchi di nota fama, come quello del Maurizio Costanzo Show.

“Eva” la canzone a cui Joseph è più legato, dedicata ad una ex compagna di vita. Travolgente, dalla musicalità e dalle tonalità cangianti, tanto da fare pensare che l’autore sia un vero e proprio mago della parola musicata. Notevole altresì la bravura del chitarrista Andrea Braido, assolutamente all’altezza del brano che si presenta così impeccabile sotto ogni punto di vista. “And even if I don’t possess you baby, you are still my love and my life” così recita il ritornello, di una dolcezza e una profondità spiccate.

Bellissimo anche “Costa Rosa”, un brano ballabile cantato in italiano le cui percussioni e l’uso dei fiati riconducono ai ritmi caraibici tipici di Kid Creole. “Angelastra” e Venice” sono canzoni di grande impatto emotivo, di stile inglese.

Sorprendente, tra tutte le canzoni, “Jumps of Joy”, in cui affiorano capacità vocali superiori. All’inizio della canzone pare canti una giovane donna alla quale però subentra subito dopo un personaggio dal timbro vocale autoritario, e in seguito prende la parola un monello di strada in un naturale avvicendamento di ruoli. Non vi è alcuna disarmonia, e la cosa stupefacente è che il cantante è uno soltanto. Il brano tratta la vicenda di un clochard che riceve in dono abbastanza denaro da potersi permettere un paio di pasticcini ed, esultante, sente per un attimo il senso della felicità che, per sua definizione, è uno stato d’animo transitorio; labile è infatti ogni passione, equiparata alle foglie d’autunno dorate che volano via.

“I will laugh at you”, invece, è l’unico brano che appartiene alla tradizione degli stati americani a sud come Louisiana e Florida, e racconta di ribellione, di libertà dell’anima, e di dignità. Non viene trascurata dunque nessuna forma di espressione di questo genere musicale così ricco e polifonico, come lo è del resto la sua storia.

Hanno collaborato per la realizzazione dell’album:

Giuseppe Campana – prima voce/backing vocal/,tastiere(canzoni 1/2/3/4/5/6/7/8, Andrea Braido – chitarra solista/basso/batteria (canzoni 3/6/7), Giampaolo Violi – piano/tastiere/backing vocal/chitarra elettrica (canzoni 1/2/4/5/8), “Fili” Gilbert – violino (canzone 6), Eleonora Penati – backing vocal (canzone 6), Angela Bisi Daniela BoniniGiovanna BiancoIsa Caiumi – backing vocals (canzone 2/8), Marco Mariniello – basso elettrico (canzone 3), Matteo Goglio – chitarra ritmica (canzone 3), Mauro Brunini – tromba (canzoni 3/6).

Note d’autore

Giuseppe Campana, in arte Joseph B., nasce a Carpi (Mo) e cresce a Correggio (Re) in una famiglia di grandi appassionati di musica lirica e sinfonica.

Da bambino impara i melodrammi di Puccini e di Verdi a memoria e segue sempre il circolo amici della lirica di Correggio.
A 14 anni la svolta, grazie agli amici ascolta i primi album dei Genesis dei Pink Floyd e si innamora in particolare di Sweet Thing, un brano di David Bowie, che giudica tuttora come il più bel brano blues mai ascoltato;
Accetta di entrare come cantante, in una piccola Hard Rock Band di provincia composta da coetanei, e si esibisce nei cinema nei teatri e nelle feste di provincia.
Joe Vescovi il grande tastierista dei Rainbow, la band inglese di Ritchie Blackmore ,che aveva intenzione di fondare una Heavy Metal Band tutta italiana stava cercando un cantante, così venendo a sapere della potenza vocale di Joseph, scese da salsomaggiore appositamente per andare ad un suo concertino.
Vescovi rimane colpito e a fine concerto convince Joseph a seguirlo nel suo progetto Knife Edge (cosi si chiamerà il suo gruppo). Per qualche mese Joseph si trasferisce a Salsomaggiore per provare i brani del nuovo repertorio degli Knife Edge tra cui Central Park un brano travolgente.
Arriva però per lui la chiamata al servizio militare e cosi deve lasciare gli Knife Edge per trasferirsi a Firenze, dove
svolge il servizio civile in sostituzione del militare. Proprio per questo, avendo molto tempo libero, decide di ricominciare a cantare. Conosce tre ragazzi coetanei e insieme formano una Heavy Metal Band metropolitana,che otterrà un grande successo.
La stampa specializzata (ROCKSTAR / ROCKERILLA/KERRANG) pubblicherà ottime recensioni su di lui.
Negli anni ottanta assiste ad un concerto Blues di Mike Bloomfield e di Woody Harris: viene totalmente rapito da quei musicisti e da quella sera decide che si dedicherà solo a quello stile musicale.
Frequenta corali, sia di musica gospel che di musica rinascimentale.
Suona accompagnato da amici musicisti in tutto il territorio italiano e le sue esibizioni riscuotono grande stupore grazie alla sua estensione vocale.
Suona col suo gruppo al teatro Verdi a Genova, a Firenze, a Linz in Austria e per tre giorni consecutivi nel super carcere di Foggia; una manifestazione organizzata dall’assessorato alla cultura, a favore del miglioramento delle condizioni carcerarie.
Si innamora sopratutto della composizione e all’orchestrazione di temi musicali Blues. è sempre più convinto che la musica sia un “piacere intimo”che va goduto privatamente.
Per Joseph il Blues vive grandi momenti di eleganza, grazie a compositori americani come Gershwin e Weber, i suoi nuovi punti di riferimento.
Lavora cosi alla realizzazione di temi e di composizioni che includono come forma la rapsodia.
Nel 2009 Joseph si esibisce a Maranello in occasione della celebrazione del locale che porta il nome di Enzo Ferrari ed è un trionfo.
I musicisti Jazz con cui si esibisce vogliono valorizzare le capacità vocali di Joseph e mettono successivamente a sua disposizione uno studio di registrazione super-tecnologico a Verona, dove Joseph realizza’ le canzoni che saranno contenute nell’album Lovely Blues.
Nel 2010 grazie alla Videoradio Edizioni Musicali di Beppe Aleo viene pubblicato “Lovely Blues” (dolce malinconia).
La Videoradio Edizioni Musicali annovera fra i suoi artisti Andrea Braido, che Joseph definisce “il suo idolo” e che desidera coinvolgere nella realizzazione di tre nuove canzoni incluse nel suo ultimo eccezionale album che si chiama ME & B. dove Andrea Braido suona in modo magistrale la batteria, il basso e la chitarra.

Chiara Zanetti

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