Presso lo spazio Areacreativa 42 di Rivarolo Canavese (To) inaugura la mostra personale dello scultore Luigi Citarella: “Moto rettilineo uniforme”.

La mostra si articola in tre spazi tematici ospitati da tre diverse stanze e tratta il tema del progresso, rivelatosi per l’uomo causa di disgregazione e perdita dell’integrità originale. 

Particolare intensità assume la significanza del colore bianco, dapprima sinonimo di candore e pienezza e infine di assenza sofferta.

Nella prima stanza, un motore definito nelle sue componenti superficiali è situato centralmente e illuminato direttamente da un fascio di luce in modo da simboleggiare la sua epicentricità in quanto causa prima, origine di tutte le cose. Il colore bianco rimanda alla purezza, all’integrità e alla completezza.

Nella seconda stanza si trovano motori e corpi umani che assurgono a imago del momento della metamorfosi uomo/macchina; l’uomo soccombe atterrato da una trasformazione che lo riduce all’immobilità e rimane esanime, isolato in uno spazio freddo e inespressivo. Il bianco diventa, in questo caso, il colore della perdita dell’identità, della distante indifferenza.

All’interno dell’ultima stanza, l’autore presenta un accumulo di motori, scenario post-apocalittico che corrisponde al mondo dopo l’uomo, il progresso come obsolescenza. L’elemento umano è cancellato e rimangono soltanto i resti della sua produzione che ha perduto, però, ogni funzione pratica per divenire reperto archeologico, traccia della disfatta. Il bianco, in tale frangente, è simbolo di una condizione post-umana, in cui la mancanza di colore significa l’assenza, il nulla, l’imponenza di questo niente che sovrasta.

Nota Biografica:

Luigi Citarrella è nato a Palermo nel 1981 ed è stato scelto come artista per la Biennale di Venezia nel 2015. Le sue sculture nascono da un percorso di sperimentazione sulla materia e si distinguono per una forte componente a carattere sociale.

Chiara Zanetti

Condividi