“Il silenzio che segue agli accordi non ha nulla dei silenzi comuni; è un silenzio attento, è un silenzio vivente. Tante cose inaspettate si mormorano in noi grazie a quel silenzio, e non si sa mai cosa stia per dirci una musica che finisce.” M.Yourcenar

Lo scorso 8 maggio è uscito – distribuito in Italia e all’estero da Ird e nei migliori store on-line da Believe Digital“Song For Joni” del Giulia Galliani Mag Collective, un lavoro incredibile per raffinatezza e limatura, che ci riporta nel cuore degli anni ’60 e ’70 alle sonorità e alla voce magnifica della Mitchell.

Il disco, prodotto dall’etichetta pugliese Dodicilune, è sorto dall’ispirazione della trentenne cantante toscana Giulia Galliani, la quale ha tentato attraverso esso di ripercorre e sviluppare la vicinanza alla cantautrice canadese, in particolare per quanto riguarda la musica Jazz. La sua rilettura, fresca, versatile e guizzante enfatizza il significato intrinseco dei testi, attraverso la libertà propria del linguaggio jazzistico.

Ispirata da sempre da un romanticismo sofferto e lucido, Joni Mitchell costituisce la quintessenza della scuola cantautorale al femminile; le sue testimonianze sul dolore e sulla vana ricerca della felicità sono state sublimate nei suoi testi, i quali sprigionano un’armonia e una bellezza unica di stampo confessionale. In questi termini, magistrale l’interpretazione della Galliani, che riesce a rendere onore ad un’icona storica della musica jazz e folk su scala mondiale.

Song for Joni:

“Song for Joni” contiene nove brani della Mitchell (“Blue”, “Woodstock”, “The Jungle Line”, “Song To A Seagull”, “A Case Of You”, “Black Crow”, “Shadows And Light”, “My Old Man” e “All I Want”) e “Goodbye Pork Pie Hat” di Charles Mingus, riletti ed eseguiti da Matteo Addabbo (pianoforte, organo hammond), Andrea Mucciarelli (chitarra), Giovanni Benvenuti (sax), Marco Benedetti (basso e contrabbasso), e Andrea Beninati (batteria, percussioni, violoncello). Ospiti in alcuni brani le voci di Camilla Battaglia, Sara Battaglini, Luca Latini e Olivia Rovai e le corde di Katia Moling, Rachele Odescalchi e Samuele Sapienza con l’arrangiamento di Giovanni Mancini.

«Il progetto nasce in occasione della mia Laurea in Canto Jazz al Conservatorio P. Mascagni di Livorno sotto la supervisione del maestro Mauro Grossi. Avevo sempre desiderato analizzare i primi anni di carriera di Joni Mitchell per trovare nei suoi brani quel filo conduttore che l’aveva portata a collaborare con Pastorius e Mingus e ad avvicinarsi al mondo jazzistico», racconta Giulia Galliani. «Ho scelto alcuni brani che per melodia, armonia o anche retorica lirica e musicale fossero più rispetto a canzoni folk. Cercando di esaltare queste caratteristiche “nascoste” ho tramutato la lettura analitica in una rilettura musicale, con un’impronta personale che enfatizza il significato intrinseco dei testi, attraverso la libertà propria del linguaggio jazzistico. Dopo la Laurea ho deciso di completare il progetto e registrare un disco formando il MAG Collettive, perché la musica e gli arrangiamenti che erano nati in gruppo mi avevano sorpresa, meravigliata e convinta nonostante Joni Mitchell rimanga una cantante complessa sia vocalmente che per contenuti. Credo davvero che sia un lavoro che meriti di essere ascoltato».

Note biografiche:

Classe 1988, Giulia Galliani ha studiato all’Istituto Superiore di Studi Musicali Pietro Mascagni di Livorno conseguendo la Laurea in Canto Jazz e seguendo lezioni e workshop con insegnanti di alto livello internazionale come Michele Hendricks, Joey Blake, Theo Bleckmann, Becca Stevens, Diana Torto, Titta Nesti, Maria Pia De Vito, Dee Alexander e molti altri.

Dal 2008 ad oggi ha avuto esperienze in campo professionale come cantante solista e corista in ambito jazz, blues, soul, pop e rock suonando con Francesco Petreni, Mauro Grossi, Giulio Visibelli, Daniele Mencarelli, Matteo Addabbo ecc.

Fa parte della Natural Revolution Orchestra diretta da Fabio Morgera grazie al quale ha avuto la possibilità di suonare con artisti del calibro di Fabrizio Bosso e Walter Paoli.

Partecipa inoltre alla New Border Ensamble diretta da Mirco Mariottini, con Giovanni Falzone, Paolo Corsi e Marco Baliani.

Ha fatto parte del coro Jubilee Shouters diretto da Gianna Grazzini cantando con Titta Nesti, Daniela Soria, Franco Nesti, Piero Giosuè ecc. ed è  stata corista nel tour italiano di Shana Morrison.

Fa parte altresì parte del Novo Grupo Vocal diretto da Stefania Scarinzi specializzato in musica brasiliana.

Dal 2016 è leader del MAG Collective, progetto di stampo jazzistico che vede la partecipazione di Matteo Addabbo, Giovanni Benvenuti, Marco Benedetti, Andrea Mucciarelli e Andrea Beninati.

Fa parte del trio “TIB – The in Between” con Franco Fabbrini e Andrea Scognamillo con il quale è coinvolta in una intensa attività concertistica per l’uscita del loro primo album.

Dal 2012 ha avuto l’occasione di cantare in molti festival europei in qualità di lead vocal cantando con il rapper Ice MC.

Ha inciso nel 2014 il suo primo disco come lead vocal “The Never Ending Breakfast” con i Tuna Milk, sempre come lead ha inciso “Visioni in Musica” con Mirco Mariottini. Ha inoltre partecipato ad altri dischi come “New Birth” con La Natural Evolution Orchestra, “Farfavole” di Renzo Rubino, “L’Assalto” con i Passo Gigante, “We Are Back” con i Videodrome, “Ruins” dei T.h.o.m., “Bugiardi Nati” di Matteo Addabbo Organ Trio.

Informazioni utili:

Sulla pagina dedicata all’artista sul sito Dodicilune vi è tutta la rassegna stampa:

http://www.ijm.it/albums/display/736

 

Chiara Zanetti

Condividi